Il lunedì non porta gioie nemmeno a Marquez. Dopo il terribile incidente di ieri, il pilota spagnolo è tornato in patria per accertamenti ad una mano. Giunto al Ruber International Hospital di Madrid, le lastre hanno rivelato una frattura scomposta al primo metacarpo del pollice destro. I medici hanno ritenuto, quindi, di intervenire subito chirurgicamente, fissando i frammenti di ossa con due viti. Al momento il numero 93 è unfit to race: salterà il prossimo gran premio in Argentina.
Ancora da stabilire se e come sconterà la penalità inflittagli per lo strike ai danni di Miguel Oliveira e Jorge Martin. A quanto pare la Dorna ha espressamente scritto che il doppio long lap penalty fosse da effettuare in Argentina, ma Marquez non sarà a Termas de Rio Hondo. Si aspetta, quindi, l’ufficialità dello slittamento della sanzione, che dovrebbe essere rimandata alla gara di Austin.
Marquez nemico pubblico numero 93
Tiene ancora banco la discussione riguardo alla scelleratezza compiuta da Marquez nella gara di Portimao. Da ogni parte piovono critiche durissime: per Martin il colpevole è “sempre lui. Se lui è quarto deve gestire la differenza e frenare un po’ prima”. Per Aleix Espargarò il 93 avrebbe dovuto saltare almeno una gara per imparare la lezione.
In tutto ciò riecheggiano nell’aria le parole di Valentino Rossi, che nel 2018 si lamentava del comportamento poco corretto di Marquez. “Non ha mai nessun tipo di rispetto per i suoi avversari. Ormai lui ti punta alla gamba e sa che se ti prende tra le gambe e la moto lui non cade e spera che cadi te. Il problema è che Marquez è recidivo, corre così con tutti.”
Parole dure, ma veritiere oggi come allora. Marc è diventato famoso e ci ha entusiasmati per i suoi sorpassi al limite, ma quel limite lo ha sempre superato da scapestrato, da “cabron” come lo definiva Guido Meda. Non ragiona, persegue la vittoria a qualsiasi costo senza pensare alle conseguenze delle sue azioni. La fame di vittorie è il pane quotidiano dei centauri, ma Marc sta diventando un pericolo per gli altri e per se stesso.
Quattro operazioni, diplopia, sanzioni sono il risultato di una mentalità che deve cambiare.
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